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Bibliografia Cinema e Città

Proseguiamo il piccolo giro del mondo e spostiamoci poco più a Est, in India, a Calcutta.

E apriamo una veloce parentesi, tornando nella vita reale: i processi di Urbanizzazione.

L’uomo, l’essere umano, era nomade. Si spostava per procurarsi cibo. Poi, 20.000 anni fa, scoprì l’agricoltura e 10.000 anni fa l’allevamento. Così veniva meno l’interesse a muoversi e poteva cominciare a creare ambienti migliori per vivere. Ecco che nell’8000 A.C. nascono le prime città. I resti di Çatalhöyük, risalenti al 6000 A.C. erano vicino a un giacimento di ossidiana.

Racconto questa breve storia da wikipedia perché per molte decine di migliaia di anni la città non era un ambiente normale per l’uomo primitivo. E in realtà, dobbiamo aspettare il 2007, secondo le Nazioni Unite, perché la popolazione residente in città superi quella rurale.

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Ma come si vede ormai è un percorso irreversibile. Le città attraggono sempre più persone, che abbandonano la campagna. Questo ha effetto sull’ambiente: il disboscamento e la cementificazione, per togliere posto alla natura e creare alloggi per gli umani, genera sempre più problemi ai quali sappiamo sempre meno far fronte.

Il processo di urbanizzazione però genera anche altre problematiche. Trasferirsi in città vuol dire entrare in contatto con la diversità e la modernità, vuol dire mettere in crisi le tradizioni e spesso anche le relazioni.

Proprio di questo ci parla un film di un altro maestro del cinema di ogni tempi: SATYAJIT RAY.

Ray, nasce a Calcutta nel 1921 e muore a Calcutta nel 1992 e a Calcutta gira e ambienta THE BIG CITY, il film di cui parleremo brevemente fra poco.

Ray è noto anche in Italia perché è guardando Ladri di biciclette di De Sica che si convince a realizzare a metà degli anni ’50 la “Trilogia di Apu”, girando in contesti autentici, per raccontare storie di vita con attori non professionisti. I suoi film sono immediatamente notati in Occidente. Ray vince il Leone d’Oro e l’Oscar alla carriera e anche i suoi primi lavori trovano spazio a Venezia e a Cannes. The Big City, del 1963, vince il premio per la miglior regia a Berlino.

The Big City parla di una donna che cerca di farsi strada, in una Calcutta sempre più affollata e spinta verso la modernità, combattendo contro le tradizioni che vorrebbero le mogli a curare la casa mentre il marito ha il compito di trovare i mezzi di sostentamento.

Ray ci mostra come la città sia radicalmente diversa tra quartieri poveri e quartieri ricchi…

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… e come sia aspro e forte il contrasto fra le tradizioni e la modernità.

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